Recensione dell’articolo: Severe Gastro-oesophageal Reflux Symptoms in Relation to Anxiety, Depression and Coping in a Population-Based Study

giugno 14, 2020 - Massimo

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Oggi ci occuperemo dell’articolo: Severe Gastro-oesophageal Reflux Symptoms in Relation to Anxiety, Depression and Coping in a Population-Based Study degli autori C. Jansson; H. Nordenstedt; M.-A. Wallander; S. Johansson; R. Johnsen; K. Hveem; J. Lagergren, pubblicato nel 2007 sulla rivista Aliment Pharmacol Ther. 2007;26(5):683-691.

Recensione a cura del dott. Massimo Esposito e dei colleghi  T. Corteccioni, G. Di Franco, M. Petescia, A. Lanari, M. Piazzi, F. Pisciotta, I. Romagnoli, C. Ruota, F. Santilli, F. Pireddu e A. Florio (Gruppo PsicheSOMA  Esperti in Psicosomatica, dell’Associazione di Clinica Cognitiva)

 

 

Lo scopo dello studio pubblicato nel 2007, è stato quello di valutare la possibile correlazione tra fattori psicologici e sintomi relativi al disturbo da reflusso gastro-esofageo.

La ricerca è stata condotta su di un campione molto ampio di popolazione suddivisa in gruppi, uno composto di persone con sintomi da reflusso gastro-esofageo (gruppo clinico) e l’altro da persone senza sintomi (gruppo di controllo), esaminati in diversi archi temporali.

La malattia da reflusso gastro-esofageo (GERD) è un problema di salute abbastanza comune, che colpisce circa il 10-20% delle popolazioni adulte, particolarmente frequente nel mondo occidentale.

Il Gastro-Esophageal Reflux Disease è definito come una condizione che comporta il reflusso del contenuto dello stomaco e che provoca sintomi e/o complicazioni particolarmente fastidiose, in particolare bruciore di stomaco e rigurgito acido.

L’alto indice di massa corporea (BMI) e il fumo da tabacco sono stati molto spesso associati a una maggiore prevalenza di questo disturbo, pur tuttavia l’eziologia di questa malattia resta ancora incompleta. L’ansia e la depressione sono disturbi psicologici ad alta incidenza tra la popolazione adulta del mondo occidentale. Questi disturbi si trovano spesso coesistenti con condizioni mediche croniche, tanto da non poter in alcun modo escludere una chiara interazione tra ansia, depressione e malattie mediche. Questi disturbi psicologici e psichiatrici possono influenzare negativamente le malattie somatiche e molte di queste malattie evidentemente aumentano il rischio di soffrire di problemi di depressione e ansia.

L’ansia comporta sentimenti di paura, preoccupazione ed apprensione, mentre la depressione è associata a sentimenti di tristezza, dolore, disperazione e cupezza.

La ricerca in questione inoltre ha esaminato la correlazione tra fattori psicologici come la capacità di utilizzare strategie per far fronte a situazioni emotivamente attivanti (coping) e Gastro-oesophageal reflux disease.  Le capacità di “coping” sono state suggerite come un fattore importante tra eventi stressanti e risposte cognitive e comportamentali come depressione, sintomi psicologici e malattie somatiche ed è stato ipotizzato che i fattori psicosociali che suscitano rabbia possano verosimilmente causare malattie, in particolare se a un soggetto non è permesso esprimere rabbia e/o affrontare costruttivamente (coping) il fattore che l’ha provocata.

I soggetti che hanno manifestato ansia senza depressione avevano un rischio aumentato di 3,2 volte di sviluppare un disturbo con sintomatologia da reflusso gastro-esofageo; i soggetti con depressione senza ansia avevano un rischio aumentato di 1,7 volte e infine i soggetti che presentavano problemi psicologici di ansia e depressione insieme, avevano un rischio aumentato di 2,8 volte rispetto ai soggetti senza ansia/depressione.

La presenza di problematiche psicologiche come ansia e depressione era più alta tra i facenti parte del gruppo clinico (27% e 18%) rispetto al gruppo di controllo. La presenza di ansia e depressione combinate era anche più comune tra le persone del gruppo clinico (11%) rispetto alle persone del gruppo di controllo.

Sia l’ansia che la depressione sono risultate significativamente correlate ad un’incidenza dei sintomi da reflusso gastro-esofageo. Sono state inoltre rintracciate connessioni significative tra ansia analizzata separatamente e depressione analizzata separatamente e un aumentata incidenza di sintomi da reflusso.

Questo studio fornisce prove di una forte e significativa connessione tra ansia, depressione e un aumentato rischio di incidenza e sviluppo di sintomi da reflusso gastro-esofageo, mentre non è stata osservata alcuna relazione significativa e coerente tra strategie di coping e sintomi da reflusso. Riguardo a questo secondo dato credo ci sia ancora tanto da approfondire, soprattutto in riferimento alla capacità di espressione dell’adozione di rabbia dei soggetti.

Ovviamente lo studio in questione, come molti altri, riconoscono che non è possibile stabilire un legame temporale tra i fenomeni e quindi nemmeno causale tra i fattori psicologici studiati e i sintomi da reflusso.

Tuttavia è interessante constatare che che da un lato i sintomi da reflusso possono causare ansia e depressione, come conseguenza proprio della preoccupazione e del disagio dei sintomi dovuti reflusso nel tempo, dall’altro lato è altresì confermato che i fattori psicologici e psichiatrici possono influenzare la percezione individuale dei sintomi da reflusso, e comportare una soglia inferiore per la sensazione corporea e di fatto alterare il modo in cui gli stimoli esofagei vengono percepiti e riportati. Ad ogni modo, bisogna riconoscere altresì che l’ansia e la depressione possono esacerbare le sensazione legati ai sintomi da reflusso. In secondo luogo è riconosciuto che i soggetti con ansia e depressione possono effettivamente avere maggiori probabilità di sviluppare  Gastro-Esophageal Reflux Disease.

Fattori psicologicamente avversi possono effettivamente contribuire in modo significativo nel favorire i sintomi da reflusso diminuendo la pressione dello sfintere esofageo inferiore, modificando la motilità esofagea,  aumentando la secrezione di acido gastrico  o ritardando il rilascio dell’acido dall’esofago. Inoltre, i disturbi psicologici possono influenzare indirettamente l’esofago attraverso l’effetto di diversi farmaci psichiatrici. Un comune effetto collaterale di questi farmaci, in particolare gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, sono i sintomi gastrointestinali e compromissione della motilità esofagea. Inoltre, le benzodiazepine possono abbassare la soglia del dolore e possono alterare la percezione dei sintomi da reflusso.

Questo studio basato su un ampio campione di popolazione rivela un forte legame tra ansia, depressione e Gastro-Esophageal Reflux Disease, che non è spiegato da altri fattori associati a sintomi di reflusso come il fumo da tabacco o l’obesità.

 

Commento

La sintesi di questo studio, particolarmente imponente, visto l’ampio campione di popolazione reclutato, dimostra ancora una volta la stretta connessione che esiste tra problematiche psicologiche ed emotive e disturbi a carico dell’apparato gastrointestinale, così come con disturbi in cui sono coinvolti altri apparati dell’organismo umano.

Bisogna, in sede di trattamento, pensare alla necessità di prendersi cura, trattare, non solo il corpo in quanto organismo, ma anche la persona nella sua interezza e complessità, inclusi gli aspetti emotivi e psicologici grazie a percorsi mirati di Psicoterapia con un duplice scopo, ovvero, di ridurre principalmente i disagi emotivi conseguenti alla sintomatologia, e in secondo luogo riconoscere e semmai cambiare quei fattori psicologici che hanno potuto contribuire allo sviluppo di quella patologia.

 

 

 

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